Perché la pace giusta è possibile solo tra forze alla pari: il caso della Battaglia di Milo

La storia ci insegna che la pace giusta è possibile solo tra pari, altrimenti prevale sempre il più forte. Un esempio emblematico di questa dinamica è la Battaglia di Milo, avvenuta nel 416 a.C. durante la guerra del Peloponneso. Gli abitanti di Milo desideravano rimanere neutrali nel conflitto tra Atene e Sparta, dichiarando la propria neutralità. Tuttavia, Atene, forte della sua superiorità militare, non accettò questa decisione e conquistò l'isola.

Secondo il documento dell'Università di Bologna, gli abitanti di Milo cercarono di negoziare la loro neutralità, ma le forze ateniesi imposero la loro volontà, dimostrando che la giustizia e la neutralità non hanno valore quando c'è un potere dominante che può imporre le proprie condizioni.

La fonte di Gabriella Giudici approfondisce il dialogo dei Meli, riportato da Tucidide, dove gli ateniesi espressero chiaramente che la giustizia si basa sulla forza: "I forti fanno ciò che possono e i deboli soffrono ciò che devono". Questo dialogo mette in luce il principio del "diritto del più forte", secondo cui i deboli devono sottomettersi ai forti per evitare la propria distruzione.

Per concludere, la frase "Si vis pacem, para bellum" ("Se vuoi la pace, prepara la guerra") riassume perfettamente questa realtà. Per volere la pace da aggrediti, è fondamentale avere la stessa forza degli aggressori. Solo così si può garantire una pace giusta e duratura.


Fonti:

  1. Wikipedia - Battaglia di Milo
  2. Università di Bologna - Documento
  3. Gabriella Giudici - Tucidide e il diritto del più forte
  4. Wikipedia - Si vis pacem, para bellum